Georges Politzer

Sulla vita di Georges Politzer è sceso il silenzio, è quasi impossibile trovare una pubblicazione che parli della vita di questo grande filosofo comunista.

Grazie a una ricerca condotta dal compagno Ubaldo Buttafava ho potuto trovare questa “sintesi biografica” che Ubaldo ha inserito all’interno di un libro da lui curato.
Sintesi biografica

“Georges Politzer nasce nel 1903 a Navyvarod, una cittadina del nord dell’Ungheria, attualmente Oradea, Romania. Suo padre, avvocato, è un perseguitato dalla dittatura di Horty.  Nel 1921 Georges lascia il paese con la famiglia, trasferendosi a Parigi.

Viene a contatto con Freud e con Sandor Ferenczi a Vienna, si interessa della psicologia. Nel 1926 Politzer si dibatteva ancora in una forma di pensiero idealistico. Con “Critica ai fondamenti della psicologia”, nel 1928, si separa definitivamente da Freud.

Nel febbraio 1929 il gruppo di cui fa parte Politzer aderisce al marxismo fondando la rivista “Revue marxiste’.
Il gruppo della “Revue marxiste” aderisce al neo costituito Partito Comunista Francese (1929) partecipando alla lotta di classe con un ruolo specifico nella lotta ideologica. Politzer crea le condizioni per l’unità del PCF, diviene responsabile della Commissione Economica presso il Comitato Centrale.
La crescita di Politzer continua, Marx ed Engels sostituiscono Freud come riferimento privilegiato, egli riconduce tutto agli interessi di classe. “La psicologia tutta intera non è possibile se non innestata nell’economia”.
Nel 1932 viene fondata “l’Universitè Ouvrière de Paris” per diffondere la conoscenza del materialismo dialettico tra i militanti operai e i quadri del partito, i suoi corsi di filosofia sono molto seguiti.
L’eminente leader comunista albanese Enver Hoxha nelle sue memorie “Vite te rinise”, edizione albanese, Tirana, 1988 dice: “Un giorno Marssel mi disse: “Domani verrà pubblicato il libro di Polizer, eminente filosofo del nostro partito, professore di marxismo-leninismo all’università operaia serale di Parigi. Vedrai che è buono, semplice e comprensibile. Inizio a leggere e rileggere ogni capitolo. Che meraviglia!  Posso dire che mi si stavano aprendo gli occhi, capivo meglio la lotta che Marx conduceva contro Owen e le teorie di Ricardo, contro tutti i filosofi ed altri economisti idealisti dei quali nelle aule universitarie si parlava diversamente. Capivo bene e chiaramente le calunnie, le deformazioni e le falsità che la borghesia e i suoi uomini propagandavano per ingannare la classe operaia e per difendere il loro regime”.
All’inizio degli anni ’30 viene pubblicato per la prima volta in Francia il libro di Politzer “Principi elementari di filosofia”. Ai nostri giorni ci sono giunti solo gli appunti di un suo allievo nell’anno accademico 35-36.

Politzer scrive su “La Comune”, sui “Cahiers du bolchèvisme” e su “La Pensèe”.

Opera nei quadri del partito portando avanti la lotta al trotzkismo.

Nel 1940 i nazisti entrano in Francia, “aggirando” la linea Maginot. È Politzer che trasmette a de Monzie del goveno francese le proposte del PCF per la difesa insurrezionale di Parigi, che non ci fu.

L”‘Universitè libre” continuerà a combattere contro l’intrusione del nemico negli affari dell’università, contro l’arresto degli insegnanti e degli studenti ebrei, contro le modifiche retrograde dei programmi.
Quando l’URSS viene aggredita dall’imperialismo tedesco, Politzer  sul n. j22 dell”‘Universitè libre”, in data 1 luglio 1941, in un articolo intitolato “La tomba di Hitler” annuncia con certezza “la vittoria dell’esercito unito di un popolo unito”, “dell’esercito nuovo di una società nuova”
“Per la verità – egli scriveva – non vi è potenza al mondo che possa far dimenticare la scienza e la ragione. Salvaguardate e protette dall’Unione Sovietica, che crea la civiltà esente dalla barbarie, la civiltà socialista”.
Politzer continua a scrivere sulle riviste dichiarate clandestine sino al suo arresto avvenuto il 15 febbraio del 1942 da parte della Gestapo. Con lui è arrestata anche la moglie Maie, originaria dei Paesi Baschi, era responsabile del Movimento delle ragazze della Francia, ostetrica ad Arcueil, poi impegnata nei collegamenti.
Detenuto nella prigione della Santè a Parigi, mentre veniva torturato gli venne chiesto di scrivere degli opuscoli teorici per il nazional-socialismo. Rifiutò, gli venne detto che sarebbe stato messo sul primo treno degli ostaggi per essere fucilato. Subisce quattro mesi di torture per convincerlo a collaborare. Non una sola parola uscì dalla sua bocca.

Sua moglie ha raccontato in una lettera: “A varie riprese, gli ufficiali della Gestapo gli chiesero di accettare di lavorare per formare la gioventù francese, promettendogli in cambio la nostra immediata liberazione, una vita agiata e felice per tutta la nostra famiglia…. Gli concessero otto giorni per riflettere. Poi un giorno venne chiamato, e poiché rimaneva sulle sue posizioni, gli venne risposto che sarebbe stato fucilato nei giorni successivi. Prima di essere fucilato, gli venne concesso di passare venti minuti nella mia cella. Egli fu sublime. Il suo viso non era mai stato così luminoso. Una quiete radiosa emanava da lui e il suo atteggiamento impressionò persino i suoi carnefici.”

La moglie Maie fu internata a Romainville e successivamente deportata ad Auschwitz, scomparirà negli orrori del campo nazista, dove morì di tifo il 6 marzo del 1943.

Da gennaio a marzo del 1941 le retate dei nazisti costarono la libertà a circa 140 comunisti. Nessun trotzkista aderente al PCF venne arrestato.

Il 23 maggio del 1942 Georges Politzer viene fucilato sul Mont Valerièn dall’imperialismo nelle vesti del nazi-fascismo. Assieme a lui vennero trucidati Jacques Solomon, fisico, e Jacques Decour, germanista. Capo d’accusa: comunisti.

Georges Politzer è “riabilitato” dal “democratico” governo francese soltanto nel 1956 come partigiano.
Ciò non avvenne per decisione spontanea. Solo per decisione del tribunale amministrativo, a seguito delle arringhe degli avvocati Bruguier e de Moro Giafferri, si ottenne la “riabilitazione”.

Anche qui Politzer, con la sua memoria, smaschera il carattere imperialista della Francia.
Un collegio di Ivry, in via Fouilloux, inaugurato il 7 marzo 1970, porta il nome di Georges Politzer. Anche una via di Parigi, vicino alla Hènard, porta il nome di  Maie e Georges Politzer, inaugurata il 22 novembre 1999 da Jean-Paul Pernin, sindaco del XII arrondissement e Henry  Malberg, presidente del gruppo comunista, in presenza della famiglia e di numerose personalità, tra cui i rappresentanti dell’ANACR e dell’associazione delle famiglie dei fucilati.

Mentre la targa apposta nell’androne del portone della loro casa è stata rimossa perché “inopportuna”. Il silenzio sulla vita e l’opera di Maie e Georges Politzer permane fino ai giorni nostri.”

(Tratto da Raccolta di scritti filosofici – il marxismo-leninismo: teoria scientifica del comunismo, Introduzione di Ubaldo Buttafava  – pp. 11-17, Cleomene III edizioni, 2006)

Pubblichiamo qui di seguito la fondamentale opera di Politzer:

Principi elementari di filosofia – Politzer